Festival

Mattia Pittella, ideatore, organizzatore e direttore artistico dal 2010 al 2014 del Festival ScheggiAcustica, in un’intervista parla di come è nata l’idea di ScheggiAcustica e che cos’è

Perché ScheggiAcustica?

Il progetto nasce come volontà di valorizzare i luoghi più particolari e affascinanti del territorio di confine tra l’Umbria e le Marche, molto bello ma poco conosciuto. Io appartengo a questi luoghi, nonostante la mia professionalità l’abbia costruita in Lombardia, dove mi sono trasferito in giovane età. Ho sempre desiderato realizzare un’esperienza che coniugasse la mia infanzia in Umbria e la mia formazione professionale in Nord Italia. Inoltre, ScheggiAcustica rappresenta un’occasione per raccogliere giovani talenti e nuove energie rimasti finora inespressi. In più è un’occasione per ospitare tanta gente da fuori, anche stranieri, a partire proprio dagli artisti.

Come sono stati individuati gli artisti che si esibiranno a ScheggiAcustica 2017?

I criteri di selezione utilizzati da Saul Beretta (direttore artistico dal 2015) sono gli stessi che abbiamo utilizzato nelle passate edizioni. Essenzialmente due:

Il principale è una sorta di dogma, ovvero, sono i luoghi che stabiliscono la musica e non il contrario. Perciò ogni artista è stato scelto in base alle affinità e alla contingenza che possiede e/o esprime in rapporto al luogo dove andrà a esibirsi.

Il secondo, cerchiamo di realizzare un festival per tutti: sia per gli abitanti che per gli ospiti del territorio (turisti e quant’altro), ma anche per gli stessi artisti. L’idea è quella di creare una piccola “comunità” nel festival che raccolga tutte queste “esperienze” e che possa confrontarsi in una bella cornice di reciproco scambio e rispetto.

Scorrendo il programma si notano tanti artisti da diverse parti d’Italia e anche del mondo…

Di sicuro il respiro del festival è internazionale, ma volto alla valorizzazione di una realtà profondamente locale. Alcuni potranno notare una spiccata eterogeneità tra generi musicali, spettacoli proposti e location, e appunto perfino nei luoghi di provenienza degli artisti, ma la forza di ScheggiAcustica è proprio questa: si tratta di un viaggio con continue sorprese e inaspettati cambi di direzione, pur avendo ben chiaro il punto di partenza.

Il punto di partenza è appunto “L’acustica”.

I luoghi sono fatti di colori, odori, sapori e suoni. Io personalmente ho sempre avuto una grande passione per l’acustica, derivata anche dal lavoro che svolgo. Di conseguenza ho sempre pensato che un modo per poter riscoprire questi luoghi fosse proprio quello di mostrarne le potenzialità acustiche. Un luogo su tutti, da questo punto di vista, è l’Abbazia di Sitria. Ricordo che durante una mia esibizione in questo “scrigno” mi resi conto che la sua acustica era assolutamente eccezionale e fuori dal comune.

Che tipo di obiettivo si propone dunque ScheggiAcustica?

Il territorio di confine tra Umbria e Marche può e deve essere una grande risorsa turistica e culturale per entrambe le regioni. Il nostro obiettivo è fare tutto il possibile affinchè ciò accada.

Una produzione Tuttisuoni con la collaborazione di Musicamorfosi